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    Il ruolo pubblico nella green economy

     

    Un interessante articolo di Marianna Mazzucato di Repubblica tratta il tema del ruolo pubblico nella green economy.

    Già dal primo capoverso il concetto è chiaro:"L'impegno della Silicon Valley per la promozione delle energie pulite è ammirevole. Così come l'accordo di Parigi. Ma non bastano.

    Per una rivoluzione a basse emissioni, è necessario che settore pubblico e privato si adoperino più a fondo per l'innovazione verde, con politiche orientate all'offerta e alla domanda".

    Nella sostanza il settore privato si muove sulla base della legge del ritorno economico. Pertanto gli investimenti devono avere ritorni certi e preferibilmente brevi, ciò che la green economy al momento non garantisce. Bill Gates, fondatore di Microsoft,  insieme a Mark Zuckerberg e Jeff Bezos ha annunciato la creazione di un fondo da 20 miliardi di dollari per sostenere la ricerca sulle energie pulite; ma allo stesso tempo ha onestamente dichiarato che: "Il settore privato sa come costruire aziende, valutare le potenzialità di successo e assumersi quel tipo di rischi che consentono di prendere idee innovative e offrirle al mondo", recita il manifesto della sua coalizione."Ma nel contesto imprenditoriale corrente, il saldo fra rischi e benefici per gli investimenti iniziali in sistemi energetici potenzialmente rivoluzionari difficilmente può soddisfare i requisiti richiesti solitamente da business angels e fondi di venture capital".

    Dal punto di vista teorico questa idea sembra perfetta; il settore pubblico infatti non deve necessariamente rispettare i vincoli del ritorno economico, rapido. Salvo certamente rispettare vincoli di bilancio quali quelli posti dalla UE. Vincoli che sicuramente hanno ridotto la possibilità di fare investimenti ma la discrezionalità politica di destinazione dei fondi resta comunque presente.

    Si potrebbe allora chiedere come mai il settore pubblico non si occupi attivamente della green economy mettendo fine allo sfruttamento oltre il tasso di ripristino delle risorse naturali. Una possibile spiegazione si trova nel concetto stesso di politica. Quest'ultima, di destra o sinistra non importa, ha come obiettivo, purtroppo, la ricerca del consenso di breve termine e non il bene comune. Ecco allora che destinare risorse a progetti a lungo periodo, toglie spazio a manovre che mantengono alto il consenso. Meglio un piccolo sconto d'imposta oggi o un ambiente migliore ed ecosostenibile domani?

    Speriamo che prima o poi la politica si allinei alla ricerca dei bene comune...ECONOsostenibile

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